Monte Zâbus (2244 m. slm)
Imboccata la strada sterrata che punta allo Jôf e che principia alle spalle di Casera Pecol, in breve si attraversa sulla sinistra il Rio Montasio. Sfruttando l'infinita rete di tracce createsi con il secolare pascolo delle nostre amiche vacche, si punta alla base del crinale costituito da caratteristiche brecce che ospitò alla fine del 1800 il primo rifugio sull'altopiano del Montasio, ovvero il Ricovero Quitino Sella o "Cjase dai Siôrs", come lo chiamavano i pastori.
Nel punto in cui il profilo della dorsale è interrotto da una lieve sella si obliqua sulla sinistra puntando direttamente alla Forca Bassa.
Qui si può giungere più agevolmente, anche se con percorso più lungo, procedendo dapprima lungo il sentiero che sale ai Disteis per seguire poi una evidente traccia erbosa che taglia a metà la lunga costa rocciosa.
Non dimenticando di salire ed aiutati dall'intuito si attraversano i vari livinâi, impluvi che tutti convergono nel Rio Montasio, per giungere così alla spettacolare forca. Incastonata tra i Curtissons e lo Zâbus chiude con un impressionante salto verticale la selvaggia valle del Rio Saline ed apre completamente la vista a Nord.
Per godere appieno di questo meraviglioso panorama, peraltro arricchito dai vicini circhi rocciosi del Montasio e del Cimone, si può puntare alla cima proseguendo costantemente sulla cresta, percorso che non presenta ostacoli ed è peraltro indicato dalle tracce lasciate degli stambecchi che qui stazionano numerosi. Può rappresentare invece qualche insidia l'avvicinamento sui verdi affrontato nella prima parte restando sotto la cresta.
L'itinerario visto dal Pecol.
Lo Jôf del Montasio
Verso est in prossimità della Forca Bassa.
Verso Nord dalla Forca Bassa
Verso Nord dalla cresta
Il Montasio dalla cima
Il Cimone dalla cima