DA RAUNIS A PULIZE

Nella parte centrale del territorio preso in esame, questo è il percorso che intercetta tutti i sentieri che dal fondovalle portano in alto. Trattasi di una larga e comoda mulattiera che attraversa in quota i versanti meridionali dello Jouf di Sclûse e del Belepeit, regalando continuamente interessanti vedute su abitati e rilievi affacciati sul Fella e portando nel contempo a visitare un variegato ambiente naturale, a tratti davvero selvaggio. Con l’entrata in esercizio della pista ciclabile, che presenta la possibilità di passeggiare a fondovalle discosti dalla statale, si prospetta ora l’opportunità di chiudere un percorso anulare che prevede come base di partenza/arrivo il centro del capoluogo.

Dal centro di Chiusaforte si sale lungo la strada asfaltata che porta al Cuèl Moresc o Çuc di Glèisie, il colle che ospita, appunto, la chiesa parrocchiale. Si piega quindi verso il cimitero e, superatolo sulla sinistra, attraversato con un paio di tornanti il Ronc, si giunge al Topiç, luogo in cui termina la strada con un piccolo piazzale. Qui si può giungere a piedi direttamente da Piazza Pieroni, la piazza centrale del paese, quella del municipio, avanzando lungo centotrenta scalini che iniziano proprio alla fine del vecchio sottopasso ferroviario. Sulla destra delle case Topiç si imbocca il sentiero che supera subito il Riù da le Bevorcje, costeggia il Vignâl (sulla destra si stacca una traccia che porta a Raunis in modo più diretto ma meno comodo) e risale quindi con una serie di tornanti le Ruvîs. Sulla curva dell’ultimo tornante, all’altezza di un nuovo guado sul Riù da le Bevorcje, si comincia l’attraversata verso Pulizie.

Il consiglio, visto che siamo ormai in vista di Raunis, è di far visita all’amena località, che il compianto Italo dal Topiç, collocava sentimentalmente a “mieze strade tra Sclûse e il Paradîs”. Raunis, nome di derivazione slava, “ràven - vni” ovvero piano o pianoro, contava agli inizi dell‘800 cinque case abitate, due case d’uso, una già in rovina, nonchè quattro stalle con fienile, Attualmente, grazie all’importante lavoro di ristrutturazione compiuto da Jacumìn Pesemoscjisuna casa è perfettamente abitabile, mentre altri due fabbricati sono per ora ancora agibili. La piccola chiesa, con la facciata esterna affrescata rivolta a meridione e ben visibile da Chiusaforte, è dedicata alla Beata Vergine della Neve. Costruita da Giovanni Pesamosca tra fine ‘800 ed inizio ‘900 è stata benedetta nel 1913. Oltre a quello descritto, ci sono sentieri che salgono qui attraverso le Pustotis di Raunis, le Pustotis parsôre le’Culturis, da Sclûsevecje, dal Riù Mulin, dal Plan disôr e anche se ora la vegetazione e l’incuria stanno compromettendo seriamente la loro percorribilità. Dalla zona di Raunis poi prendono il via i sentieri che si alzano verso Pineit ed il Ze.

Ridiscesi all’incrocio sul Riù da le Bevorcje(peraltro bevorcje significa proprio bivio, biforcazione), dopo pochi passi compiuti su terreno pianeggiante lasciamo sulla destra il sentiero che sale al Stâli dal Matie ed al Plan disôre. Sul successivo tratto di discesa incrociamo sulla sinistra il sentiero che cala alla vicina Cjasùte Rosse e, sulla destra, una via alternativa di salita al Stâli dal Matie. Passati nella zona della Têse (toponimo che testimonia l’esistenza nel passato di una uccellanda) fiancheggiamo il caratteristico piccolo rilievo roccioso del Çuc dal Vuàn, custode alla base di un’edicola votiva dedicata alla Madonna. Il sentierino che rientra sulla sinistra porta al Topiç. Piegando sulla destra si accede ai Gravòns ed allo stretto ripiano ospitante il Stâli da le’Missònis. Il Riù di Clapeit ed il Riù Tunìs, che si superano d’infilata, sono separati dallo stretto costone delle Cudìtis, sul quale si trova lo stavolo dei Rizzi. Subito sulla sinistra, poco prima del Stâli dal Butiero, si stacca il sentiero che scende, attraverso Le Ladìne, Aì da le Grope. Avanziamo con fare perfettamente pianeggiante sul confine tra Le’Brenis(a monte) ed i prati delle Pustotis e, sempre da valle giunge una diramazione del sentiero della Ladine, tratto iniziale del unghissimo itinerario che porta fino in Sot Crete ed al quale il CAI ha assegnato il segnavie n.425. Al medesimo, poco sotto il punto in cui ci troviamo, si raccorda un primo sentiero che sale da Casasola. Entrati nella pineta, poco prima di piegare verso il greto del Riù Ruvîs, un secondo sentiero proveniente da Casasola si innesta sulla mulattiera. Appena superato il generalmente asciutto alveo del rio, eccone un altro che ivi giunge dal Cuèl Furmìan. Siamo in località Tôris(i massi che incombono sul sentiero svelano il perchè del toponimo) e, il sentiero che qui incrociamo questa volta sale da Volanic, via Argilâr. Giunti ai piedi del Fòr principia sulla destra il sentiero che sale alla Forcje e in Naurazis. Proseguiamo e, oltre il Riù di Sant Antoni, sulla prima curva di un doppio tornante, la traccia poco evidente che si innesta sulla sinistra quivi giunge dall’Argilâr adâlt. Eccoci ora al cospetto delle limpide acque del Riù dal Argilâr, che qui riposano un attimo in due belle e profonde pozze, prima di tuffarsi dalle vertiginose altezze del Gran Cret. Percorsi un paio di tornanti in salita ci troviamo proprio sull’orlo della grande e strapiombante parete rocciosa, sulla quale si affacciano alcuni pini neri dalla caratteristica chioma ad ombrello. All’inizio della successiva discesa c’è un crocicchio di tracce. Da valle ne arriva una da Volanic che, attraverso l’Argilâr adâlt, sale vicina al fianco occidentale del Gran Cret. Verso monte ne partono due: una diretta verso l’Agâre le Zeresàrie di Là ed una che taglia Bànt e Dèbar per entrare nella forra del Riù di Belepeit ed uscire in prossimità del Riù da le Bolp. Proseguendo l’attraversata, nel tratto più aereo e panoramico, incombente sull’abitato di Villanova, si supera proprio l’incassato alveo del Riù di Belepeit e, un po’più avanti, il canalino roccioso del Riù da le Bolp, non sempre alimentato. Nelle vicinanze del Riù dai Gravòns la mulattiera accoglie sotto il piano di calpestio una condotta idrica e il medesimo servizio è svolto anche nella tratta che dall’incrocio con il sentiero che sale da Villanova giunge a Pulize (in questo caso l’opera di presa è posta sul Riù di Cuestis). Dunque, all’altezza della Fontanuce, si raccorda da valle il sentiero che sale lungo il Filòn dal Rico Menòn. Percorrendolo in discesa si giunge sulla pista ciclabile a Villanova, alle spalle delle prime case che si incontrano salendo da Udine. C’è anche la possibilità, percorsi una cinquantina di metri di quest’ultimo sentiero, di imboccarne un secondo sulla sinistra, che attraversa diretto a Volanic(vedasi itinerario per Garlitais) e consente di salire sulla ciclabile a Casasola, all’altezza del Riù Mulin. Si prospetta infine l’opportunità di proseguire fino ad incrociare il sentiero del Cuel Badìn e scendere lungo il Cuestòn o, naturalmente, per rendere onore al nome della nostra mulattiera, raggiungere Pulize (relativamente ai sentieri di rientro vedasi indicazioni riportate negli specifici itinerari).

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La chiesetta di Raunis.
L'affresco sulla facciata meridionale della chiesetta.
I versanti meridionali del Jouf e del Belepeit.
I pini sopra l'abitato di Villanova.
La conca di Chiusaforte.